Vi siete mai chiesti quale sia il senso della vita? E vi siete mai ritrovati a non sapere dove sbattere la testa per capirlo? O, addirittura, a non sapere quale direzione dare alla vostra vita perché ogni cosa vi sembra priva di valore?
Bene, io non ho la soluzione per voi. E lasciamo da parte queste strategie di comunicazione e di marketing che rischiano di farmi perdere di vista quella che invece è la cosa più importante quando si scrive: la sincerità.
A me, però, è capitato di pormi queste domande. Durante gli ultimi anni del liceo erano per me un chiodo fisso. Sentivo che non sarei riuscito a vivere una vita normale e nemmeno a scegliere quale strada prendere all’università, se prima non avessi trovato le risposte. Alla fine, però, ce l’ho fatta. E col senno di poi penso di poter dire di essere uscito dall’adolescenza con ancora un briciolo di sanità mentale.

Ora, le cose sono due: o sono l’unico ad essermi posto certo problemi e, probabilmente, così tanto sano di mente almeno in passato non lo sono stato; o c’è qualcun altro nel mondo che si è trovato e magari si trova tuttora nella stessa situazione. E a me piace pensare che sia vera la seconda.
Per questo ho sempre voluto raccontare quello che ho imparato sull’argomento. Spero, forse con un po’ di presunzione, che la mia esperienza possa essere utile a qualcuno che si sta ponendo le stesse domande che mi sono posto io. Se dovessi riuscire ad aiutarlo a fare anche solo un piccolo passo avanti nella sua ricerca personale, ne sarei felice.
Qui vorrei fare subito una premessa: parlo di “un passo avanti” non a caso. Non ho la presunzione di avere le risposte alle domande di nessuno perché ogni persona è diversa dalle altre e, quindi, quello che ha funzionato per me potrebbe non funzionare per voi. Quello che posso fare è condividere delle riflessioni e, nella migliore delle ipotesi, far scattare qualche rotella nella vostra testa, aiutandovi così a trovare le vostre risposte. Tentar non nuoce, no?

Questo ci porta al mio progetto: il “Diario di un Viandante” è un blog che parla di letteratura e, nonostante il nome, al momento la mia esperienza personale non fa parte degli argomenti trattati. E quindi, cosa ho in mente di fare? Semplice: vi racconterò cosa mi ha insegnato la letteratura sul senso della vita.
Il progetto che ho in mente è questo: sarà una serie di nove post (ne volevo fare sette, ma le cose non sono andate secondo i piani) ciascuno dei quali prenderà una poesia o un testo e svilupperà delle riflessioni sul senso della vita a partire da esso. I post si collegheranno fra loro, nel senso che quello che viene dopo svilupperà il ragionamento di quello uscito prima, perciò vi consiglio di leggerli in ordine. Ne uscirà uno ogni giovedì e saranno brevi, cinque-dieci minuti di lettura come al solito, quindi non spaventatevi. Inoltre, nel frattempo continueranno i post ordinari nella rubrica “Diario di lettura”, in modo che anche coloro ai quali dovesse non piacere questa idea possano trovare qualcosa di loro gradimento.

È un progetto a cui tengo molto, per questo vi chiederei, dopo ogni articolo, di mettere “mi piace” e di condividerlo sui social in modo che possa arrivare al più ampio numero di persone possibile. Come al solito ho bisogno di tutto il vostro aiuto per crescere. Ovviamente siete anche tutti invitati a farmi sapere cosa ne pensate: potete commentare qui sotto, inviarmi un e-mail all’indirizzo del blog che trovate nei contatti o scrivermi in direct su instagram. Non mangio nessuno, lo giuro!

Prima di concludere, volevo fare ancora alcune premesse. Prima di tutto, le poesie di cui parleremo possono essere considerate da molti punti di vista diversi. Noi, per i fini del nostro discorso, prenderemo in analisi solo alcuni aspetti, lasciandone invece fuori altri, anche molto importanti. In particolare gli aspetti puramente artistici-letterari saranno messi in secondo piano in favore di quelli più filosofici. Ma va bene, saranno trascurati solo per questo progetto e torneranno nei post successivi!
Secondo, le riflessioni che svilupperò saranno personali. Alcune volte saranno fedeli al testo, altre saranno più simili a voli pindarici. Perciò, se siete studenti del liceo e sperate di evitare di studiare leggendovi i post sul mio blog, mi dispiace dirvelo ma i vostri professori potrebbero non essere contenti.
Infine, non sono qui per mettermi a fare il predicatore o il guru del web. Siccome molto spesso chi esprime idee personali su un blog rischia di essere recepito come tale, ci tengo a precisarlo. Mi sto mettendo in gioco, ma nel momento in cui dovessi sentirmi una sorta di guru o accorgermi di venire recepito come tale, smetterò di farlo e tornerò ai vecchi articoli. Ma anche voi, aiutatemi: se strada facendo dovessi perdere quel poco di sana umiltà che non fa male a nessuno e diventare ridicolo, fermatemi!

Bene, la presentazione finisce qui. Spero che la mia idea vi piaccia! Fatemi sapere cosa ne pensate e fatelo in tanti, questa volta è fondamentale! Il primo articolo arriva giovedì prossimo.

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