“Giulio Cesare, il dittatore democratico” di Luciano Canfora potrebbe sentirsi un intruso nel mio diario di lettura. Non è stata una lettura privata, ma per l’università, e non è neanche un romanzo, come la netta maggioranza dei libri di cui ho parlato in questa rubrica, bensì una biografia. Ma, in fin dei conti, la narrativa e le biografie non sono poi così diverse, soprattutto quando si tratta di una vita avvincente come quella di Cesare. Ancor di più se scritta in modo così chiaro e scorrevole che potrebbe essere letta anche la sera prima di andare a dormire. L’ho apprezzata moltissimo, perciò ho deciso di parlarvene!

Lo scorso anno accademico dovevo inserire nel piano carriera un corso di storia. In tutta la mia ingenuità ho scelto Storia Romana, senza pensare al fatto che Roma, tra una cosa e l’altra, è rimasta in piedi per più di milleduecento anni. E che questo avrebbe significato milleduecento anni di nomi e di date da ricordare. Masochismo.
No, scherzo. Ho scelto Storia Romana perché mi ha sempre affascinato e non me ne sono pentito. Il corso era ben strutturato e mi ha lasciato molto anche dopo aver chiuso i libri. E poi, non potete neanche immaginare quanto mi sia divertito a cercare collegamenti fra la Storia di Roma e quella di Westeros.
Oltre al manuale e a due testi di approfondimento dovevamo preparare anche un libro a scelta tra un elenco di consigliati. Giulio Cesare è un personaggio storico che ha sempre suscitato la mia ammirazione e la mia curiosità, perciò la scelta è stata facile. E non sono rimasto deluso.

La biografia ripercorre la vita del futuro dittatore dalle prime esperienze politiche fino alla morte, scavando a fondo e cercando di far chiarezza su alcuni dei misteri più intriganti che lo circondano, tra cui le sue reali motivazioni. Sì, perché quello che ha fatto non può essere banalmente liquidato con il movente dell’ambizione.
Leggere una biografia, come tutti i libri che raccontano una storia vera, comporta una serie di implicazioni: la trama non è stata progettata a tavolino da uno scrittore per essere coinvolgente ed emozionante, ma è il prodotto dell’intreccio casuale di eventi reali. Eventi che non si sono verificati secondo ritmi e archetipi narrativi efficaci per far palpitare un lettore o tenerlo incollato alle pagine. Tant’è che, molte volte, i libri di questo genere possono lasciare insoddisfatti, soprattutto nel finale. Questo, però, non accade nel caso di Cesare, la cui vita è talmente avvincente da sembrare un romanzo.
Se aggiungiamo anche che Canfora riesce a scrivere allo stesso tempo con il rigore e l’attenzione per le fonti che contraddistinguono un grande studioso e con la semplicità e la scorrevolezza che invece sono propri di un divulgatore, il risultato è un libro capace di soddisfare il palato sia degli addetti al settore sia dei curiosi occasionali.

Trattandosi di un libro diverso dai soliti, è diversa anche la conclusione. Non è un libro per tutti: non leggetelo se non siete affascinati da Cesare. Ma, se come me subite l’effetto del suo carisma magnetico, allora fatevi avanti: non è una lettura faticosa, ma coinvolgente e scorrevole. Che vi insegnerà anche i segreti di un esperto per vincere al gioco del trono. Accidenti, sto mescolando le cose?