Diario di un viandante

La bellezza è negli occhi di chi legge

5 poeti che vorrei approfondire quest’anno

La sessione invernale è finita e diariodiunviandante.it torna operativo! Iniziamo questa nuova stagione con un post diverso da quelli a cui vi avevo abituati. Diverso sia nel formato, perché per la prima volta si tratta di un elenco, sia nel contenuto, dal momento che non vi parlerò di libri che ho letto ma di libri che vorrei leggere. Consideratelo una sorta di raccolta di “buoni propositi per l’anno nuovo” a tema letterario!

Prima di cominciare, una breve comunicazione: d’ora in avanti, in ogni articolo (anche in quelli della scorsa stagione), troverete dei link attraverso i quali potrete acquistare i libri di cui parlo su Amazon. Vi rubo un minuto per spiegarvi come funziona: se voi acquistate attraverso il mio link, i prodotti per voi hanno lo stesso prezzo ma a me viene riconosciuta una piccola percentuale della cifra che spendete, perciò farlo è un ottimo modo per supportare i miei progetti. Inoltre, questo si verifica per qualsiasi prodotto acquistato attraverso un mio link, anche se non è quello a cui io vi rimando. Infine, se non siete sicuri di acquistare subito, potete aggiungerlo al carrello: se entro 89 giorni confermate l’ordine, a me viene comunque riconosciuto l’importo. Se deciderete di farlo, quindi, starete sostenendo il mio progetto e mi permetterete di dedicare sempre più tempo al blog, perciò ve ne sarò grato.

Ora, cominciamo:

1. Allen Ginsberg.

Il primo poeta che vorrei approfondire nel 2018 è il portavoce in versi della Beat Generation. Di lui ho già letto “Urlo”, la sua poesia più famosa – forse la poesia più famosa in assoluto fra tutte quelle scritte dai Beatnik. Una sorta di manifesto in versi della loro generazione tanto quanto “On the road” di Kerouac lo è in prosa.
Il primo verso ormai è iconico: “Ho visto le migliori menti della mia generazione distrutte da pazzia, affamate, isteriche, nude”. Da lì in avanti, la poesia è un vortice di immagini che trascina il lettore fra le strade più squallide di New York a conoscere con i suoi occhi la sete spirituale e gli eccessi dei giovani membri del gruppo.
E ho letto anche “Kaddish”, edito da ilSaggiatore in un unico volume con “Urlo”. Si tratta di un poema molto diverso dal precedente, più intimo, che Ginsberg ha scritto per la morte della madre.
Ora vorrei approfondire la conoscenza dell’autore, leggendo innanzitutto “Jukebox all’idrogeno”. E dopo, chissà, magari qualcun’altra delle raccolte che ilSaggiatore sta continuando a pubblicare.

Urlo e Kaddish: Urlo & kaddish
Jukebox all’idrogeno: Jukebox all’idrogeno
Altri lavori: Allen Ginsberg

2. Eugenio Montale.

Ma come, non hai ancora letto Montale? In effetti, no. Quando l’ho conosciuto al liceo, è rimasto subito oscurato da Ungaretti, che è tutt’ora uno dei miei poeti preferiti in assoluto, e negli anni successivi è rimasto lì, come lacuna che non ero particolarmente interessato a colmare.
E poi, cos’è cambiato? In realtà, non molto. Continuando a non conoscerlo e sentendone parlare spesso molto bene, mi sono incuriosito. E quest’anno mi sembra l’anno giusto per rimediare!
Penso che comprerò la raccolta completa delle sue poesie, in modo da “tagliare la testa al toro”, ma sono interessato principalmente a “Ossi di seppia” e “Satura”.

Ossi di seppia: Ossi di seppia
Tutte le poesie: Tutte le poesie

3. Robert Frost.

Come sa chi mi segue su Instagram, qualche mese fa un’amica mi ha regalato una raccolta delle poesie di Frost – una delle poche che mi risulta siano state pubblicate in Italia. Ma avevo già diverse letture in programma, così ho lasciato il libro nello scaffale più di quanto si meritasse. Adesso è giunto il momento di leggerlo, anche perché ci sono alcune sue poesie – le poche che ho letto o che conosco per altri motivi – che mi piacciono davvero tanto! A titolo d’esempio, oltre alla più famosa “La strada non presa”, anche “Riluttanza” è una poesia che lascia il segno.
Ora, per Frost le cose si complicano. Come accennavo, in italiano non si trova molto. La raccolta che ho io non è più in circolazione, perciò non posso consigliarvela. Mi risulta però ci sia un e-book su Amazon, perciò vi lascio il link a questo (precisando che non l’ho letto e che, quindi, non posso esprimermi sulla qualità della traduzione). Per quanto riguarda me, credo proprio che dopo il libro che ho già tenterò con l’e-book oppure proverò a leggerlo direttamente in inglese.

Poesie in e-book: Le Poesie di Robert Frost nella Traduzione Italiana

4. Miklós Radnóti

Ok, qui immagino che molti di voi abbiano pensato: “Chi?”. Niente paura, mi avessero fatto il suo nome un mese fa lo avrei pensato anch’io. Anzi, probabilmente lo penserei anche adesso visto che non sono ancora riuscito a memorizzarlo. Quindi partiamo da una domanda più facile: come l’ho conosciuto?
All’incirca due settimane fa sono stato alla prima teatrale di “Ogni storia è una storia d’amore” ad Asti. E fra le sei storie che D’Avenia ha scelto di raccontare quella sera, c’è stata proprio quella di Miklós Radnóti e di sua moglie Fanni Gyarmati. Resta poco da dire: mi ha colpito. E mi hanno colpito anche le (mi sembra) due sue poesie che sono state lette durante lo spettacolo. Riuscivano a creare immagini veramente nitide ed evocative. Perciò non voglio lasciare che la curiosità si raffreddi e intendo leggere: Mi capirebbero le scimmie. Poesie (1928-1944). Testo ungherese a fronte.

5.

Bene, ora emergono i problemi. Avevo intenzione di scegliere cinque poeti perché mi piaceva il numero, ma non so quale includere nell’elenco come quinto – ce ne sono troppi! Perciò condivido con voi i nomi che mi restano: innanzitutto Anna Achmatova; ho avuto la fortuna di leggere qualche sua citazione su internet e ne sono rimasto piacevolmente incuriosito. Poi Emily Dickinson, perché da amante della letteratura americana è una lacuna che non posso permettermi. T.S. Eliot, che mi incuriosisce da diverso tempo. E, dulcis in fundo, Wislawa Szymborska, che ormai hanno letto praticamente tutti!

Spero che vi siate segnati qualche nome, perché mi piacerebbe portare un po’ più di poesia negli scaffali dove la narrativa regna sempre incontrastata! Di seguito, vi lascio i link ai libri di cui ho parlato. Intanto, gli articoli torneranno ad uscire con cadenza settimanale.


Urlo e Kaddish: Urlo & kaddish
Jukebox all’idrogeno: Jukebox all’idrogeno
Altri lavori: Allen Ginsberg
Ossi di seppia: Ossi di seppia
Tutte le poesie: Tutte le poesie
Poesie in e-book: Le Poesie di Robert Frost nella Traduzione Italiana
Mi capirebbero le scimmie: Mi capirebbero le scimmie. Poesie (1928-1944). Testo ungherese a fronte
Poema senza eroe: Poema senza eroe
Tutte le poesie di Emily Dickinson: Poesie
La terra desolata: La terra desolata. Testo inglese a fronte
La gioia di scrivere: La gioia di scrivere. Tutte le poesie (1945-2009). Testo polacco a fronte

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2 Comments

  1. Sono molto contenta del fatto che tu abbia deciso di approfondire la tua conoscenza su Montale! A differenza tua, io sono rimasta più affascinata da lui che da Ungaretti, tant’è che ho inserito la poesia di Montale “Ho sceso dandoti il braccio” nella mia tesina di maturità. Le sue poesie lette in classe mi sono piaciute davvero molto; inoltre spesso richiama il paesaggio ligure, a cui sono molto legata, perciò è sicuramente stato un punto a favore.

    • Sono proprio curioso di approfondirlo e il fatto che tu mi dica così non fa che aumentare la mia curiosità! Il paesaggio ligure per me non è stato un punto a favore perché, pur essendoci per certi versi cresciuto dentro, non mi ha mai attratto particolarmente, ma ora sono assolutamente pronto a rimettermi in gioco e a guardarlo con occhi nuovi!

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