Diario di un viandante

La bellezza è negli occhi di chi legge

Craig Thompson – Habibi

Craig Thompson,
Habibi
Rizzoli Lizard, 2011

Acquistabile qui.


Qualche anno fa ho letto Blankets, il lavoro più conosciuto di Craig Thompson. Promosso a pieni voti: sincero, sensibile e delicato con disegni a tratti poetici, quasi onirici. Ogni volta che ci ripenso, lo faccio con nostalgia, tanto che non vedo l’ora di rileggerlo (e di parlarvene!). Così ho voluto ripetere l’esperienza. E ho letto Habibi, il secondo lavoro importante di Thompson, che mi ha davvero stupito. Non pensavo che l’autore potesse spingersi così tanto oltre.

Di cosa parla Habibi? Ci troviamo in medio-oriente, in un panorama di deserti biblici, harem sfarzosi e città labirintiche segnate dalla miseria. La prima dei nostri protagonisti è Dodola, una bambina che viene venduta in moglie ad un uomo molto più anziano di lei. Suo marito, per vivere, trascrive manoscritti. Ed ecco che al prezzo di un infanzia finita prima del tempo, Dodola riceve un dono prezioso: le viene insegnato a leggere e a scrivere. Ma, già nel primo capitolo, il marito di Dodola viene ucciso.
La ritroviamo nel secondo capitolo che vive in una barca abbandonata in mezzo al deserto, insieme a Zam, un bambino orfano di cui si prende cura e che condivide la sua sorte – il secondo dei nostri protagonisti. Per Zam, Dodola è tutto: una madre, una sorella, un’amica. Più avanti anche un desiderio. Tra i due si crea un legame unico, nutrito dalle storie che Dodola tutte le sere racconta al piccolo Zam per metterlo a dormire e che accompagneranno l’intera graphic novel.
Non vi preoccupate, vi ho raccontato meno di due capitoli. Il resto è giusto che lo leggiate; vi dico solo che niente sarà lineare, né facile, per i nostri protagonisti.

Ma Habibi non è solo una storia. Al suo interno ritornano i temi che l’autore aveva affrontato in Blankets: la religione e la spiritualità (quest’ultima, qui, ha più spazio rispetto al lavoro precedente), però, questa volta, in un contesto mussulmano; l’amore, il sesso e la sua scoperta, in tutte le loro sfaccettature, da quelle più dolci a quelle più spaventose. Gli stessi temi, sì, ma niente di più, perché non c’è nulla in Habibi che ripete Blankets; si parla di argomenti simili, ma quello che si dice è diverso. Qui Craig Thompson si lascia alle spalle l’esperienza personale, che era stata centrale nel lavoro precedente, e affronta i temi in una prospettiva universale, producendo una graphic novel che si presta a molteplici livelli di interpretazione e che non svela tutti i suoi segreti ad una prima lettura.
Non solo: per realizzare Habibi, Thompson ha dovuto conoscere a fondo la cultura araba. Influenze culturali diverse, dalla calligrafia alla letteratura, religiosa e non, fin quasi alla mistica, si mescolano in un mosaico complesso e ricco di simbolismi con una consapevolezza e una sensibilità che sorprendono e che sarebbero indispensabili ogni volta che si maneggia una cultura diversa dalla propria. Confesso di essere rimasto stupito dal lavoro che l’autore deve aver compiuto e affascinato dalla cultura araba, che conosco così poco.
Anche la scrittura, per esempio, viene guardata con occhi completamente nuovi, come un atto quasi magico. Le lettere arabe celano molti più significati di quelli che veicolano le semplici parole – leggere per credere. Thompson non è una persona superficiale e, nello scrivere una storia ambientata in un mondo così diverso, non trascura nemmeno il più piccolo dettaglio, portando il lettore a riscoprire cose banali – come, appunto, la scrittura – con occhi completamente nuovi.
Habibi è una graphic novel che allarga gli orizzonti e che porta a confrontarsi con qualcosa di diverso da ciò che ci viene posto di fronte dai soliti libri. Misticismo, amore e sessualità potrebbero essere le tre parole che lo definiscono. Il resto ve lo lascio scoprire.

Può darsi che qualcuno di voi non abbia mai letto una graphic novel. Può darsi che qualcuno di voi, addirittura, si stia chiedendo cosa sia. Non vi preoccupate, è normale. Essendo cresciuto tra i fumetti, sono abituato ad avere intorno un po’ di perplessità quando ne parlo.
Una graphic novel è, molto semplicemente, un romanzo a fumetti. A differenza dei comics, che raccontano storie prevalentemente di supereroi ed escono a numeri, una graphic novel invece racconta una storia unica, di qualsiasi argomento, dall’inizio alla fine – proprio come un romanzo, con l’unica differenza che, al posto di essere scritta, è disegnata.
Qualche anno fa, Dario Moccia aveva fatto un video in cui consigliava a chi non avesse mai letto un fumetto o una graphic novel di avvicinarsi al mondo proprio con Blankets ed io, oltre a consigliarvi di vedere il suo video, mi associo: potrebbe essere il ponte perfetto per collegare la narrativa in prosa a quella disegnata. Per questo vi lascio il link per il suo video e vi consiglio di leggere Blankets prima ancora di Habibi.


Se volete leggere Habibi, di Craig Thompson, potete acquistarlo a questo link: Habibi. Se volete leggere Blankets, invece, lo trovate qui: Blankets. Vi ricordo che, se acquisterete o inserirete nel carrello un prodotto attraverso uno dei miei link, starete supportando il mio progetto e, perciò, ve ne sarò grato.

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2 Comments

  1. Ho studiato e ancora studio la lingua araba e la sua cultura, storia e letteratura e leggendo Habibi, mi sono incuriosita sulla biografia di Thompson, perché credevo avesse origini o un background arabo. La ricerca che ha fatto è davvero minuziosa, approfondita e ricca di attenzione, dalla calligrafia ai testi riportati in arabo, passando per religione, problematiche interpretative, leggende, abitudini. Davvero un lavoro enorme, che ho apprezzato davvero tanto! Leggerò anche Blankets, d’obbligo a questo punto!

    • Io purtroppo non ho competenze né cultura relative al mondo arabo (per il momento), ma quando ho letto Habibi sapevo già qualcosa della biografia di Thompson e avevo già letto Blankets, perciò ero comunque riuscito a cogliere quello che mi confermi ora tu: che aveva fatto una ricerca approfondita e attenta prima di scrivere questa graphic novel. Sono contento che tu me l’abbia confermato.
      Leggi Blankets! Non smetterò mai di consigliarlo abbastanza! Ok, è molto diverso da Habibi, ma non mancherà di colpirti per la sua delicatezza.

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