Ciao a tutti, mi chiamo Andrea. Sono un ragazzo dall’indole riflessiva, appassionato di letteratura e di scrittura, con qualche sogno nel cassetto in cui non spero mai troppo ma che mi porto sempre dietro. Studio letteratura a Torino e ho aperto questo blog per condividere la mia passione.

Van Gogh, nelle lettere a suo fratello Teo, ha scritto: “Uno può avere un focolare ardente nell’anima e tuttavia nessuno viene mai a sedervisi accanto. I passanti vedono solo un filo di fumo che si alza dal camino e continuano per la loro strada”. Per quanto mi riguarda, il fuoco che mi arde dentro è la mia passione per la letteratura. Nel mio piccolo, cerco sempre di custodirlo e di alimentarlo. Il Diario di un Viandante è un modo per invitarvi a sedere al mio focolare e condividere con voi la sua luce e il suo calore, sia che intendiate fermarvi qui con me a lungo, sia che vogliate solo riscaldarvi cinque minuti prima di riprendere il vostro viaggio.

Il focolare è il cuore pulsante del blog, ma intorno c’è tutta una casa. E, come facciamo fare ai nostri ospiti il giro delle stanze quando vengono a trovarci per la prima volta, così, se è la prima volta che capitate qui, lasciate che vi mostri come sono organizzati gli spazi. Nel blog ci sono quattro rubriche che, nell’insieme, dovrebbero accontentare le esigenze di tutti:
Il Diario di Lettura è una rubrica pensata come un diario per tenere traccia dei libri che leggo. Ogni volta che ne finisco uno, scrivo in un post i miei pensieri a riguardo. Se cercate recensioni o idee per le vostre prossime letture, allora è la rubrica che fa per voi!
In Dispersi tra i versi e ne I mondi della narrativa invece vorrei alzare il livello. In che senso? Be’, da lettore ho sempre cercato su internet blog che parlassero di grandi autori, dove imparare qualcosa di nuovo su romanzi e poesie che già amavo, sulle idee da cui avevano origine e sul loro valore letterario. Non le solite recensioni, insomma!
Ecco, vorrei che Dispersi tra i versi e I mondi della narrativa fossero due rubriche così! Mi piacerebbe essere allo stesso tempo lettore e studioso: raccontarvi di come io leggo le poesie e i romanzi che amo, di cosa penso vogliano dire e di dove credo si nasconda la loro bellezza; ma anche di quello che scopro studiando e che arricchisce la lettura, facendo una sorta di “divulgazione letteraria”. Sarebbe bello se diventassero un punto di ritrovo per curiosi, appassionati e autodidatti.
Infine, l’ultima rubrica: “Che cosa ci portiamo a casa?”. “Docere” e “delectare”, insegnare e intrattenere, sono le due funzioni che sono sempre state attribuite alla letteratura. Io, però, non credo che la letteratura sia solo questo. È una forma d’arte e, in quanto tale, custodisce anche una sua scintilla artistica, un “qualcosa in più”, che è difficile da definire, ma che non si lascia ridurre alle categorie di “insegnamento”, “intrattenimento” e, forse, neanche a quella di “bellezza”. Per lo meno non del tutto.
Ma è pur vero che la letteratura insegna. D’altronde, è il migliore punto d’incontro tra filosofia, arte e intrattenimento. E tutti noi, almeno una volta, abbiamo imparato qualcosa sulla vita e su noi stessi da un libro. Bene, questa rubrica si ripromette di andare ad indagare proprio questo: che cosa possiamo imparare da un un romanzo, da un racconto o da una poesia? Che cosa possiamo portarci a casa, che cosa resta con noi anche dopo aver chiuso il libro? A volte cercherò di estrarre le riflessioni dai libri che le contengono, altre invece userò il testo come pre-testo per parlare dei miei pensieri. Adolescenti in crisi esistenziale e overthinker, potete sentirvi a casa!

Due domande che sicuramente vi starete facendo: Perché “Diario di un viandante” e perché “La bellezza è negli occhi di chi legge”?
Il viandante: Secondo la psicologia junghiana, il viandante è l’archetipo che rappresenta colui che intraprende un viaggio non nel mondo ma dentro se stesso, alla ricerca della propria identità e della propria strada. E, a volte, penso che leggere sia una parte di questo viaggio.
La bellezza è negli occhi di chi legge: Io penso che ogni libro cambi completamente in base agli occhi con cui lo si legge. Un punto di vista diverso può celarne o mostrarne la bellezza, può renderlo sterile o dargli la possibilità di lasciarci qualcosa. Ed è di questo che vi vorrei parlare: di come io leggo i romanzi e le poesie che amo, di cosa ci vedo dentro, del punto di vista che penso si debba adottare per riuscire a cogliere la bellezza e le lezioni di vita che si nascondono tra le righe. Tutto questo con la consapevolezza che una prospettiva giusta da cui interpretare un libro non esiste.

In cosa mi auguro che il Diario di un viandante sia diverso dai soliti book blog? Ormai lo avrete capito: non voglio limitarmi alle solite recensioni. Mi piacerebbe invece portarvi articoli di divulgazione letteraria, come quelli che ho sempre cercato e solo raramente ho trovato su internet. Ma anche sviluppare le idee delle opere letterarie insieme a voi, tirando fuori tutta la filosofia che contengono. Ovviamente senza perdere mai la semplicità e la leggerezza!


Se siete interessati ad altre informazioni sulle rubriche, le trovate qui.
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Infine, c’è anche una sezione dedicata alla questione del copyright, qui.