Sul Diario di un viandante ci sono quattro rubriche che cercano di venire in contro agli interessi di tutti:

Il Diario di lettura, che è una rubrica pensata per essere come un diario in cui tengo traccia dei libri che leggo. Ogni volta che ne finisco uno, scrivo un post in cui ne parlo, condividendo con voi i miei pensieri a caldo sull’argomento. Se siete in cerca di articoli simili a quelli dei book-blog tradizionali, come recensioni e consigli di lettura, è la rubrica che fa per voi.
Ah, già, le divagazioni! Sì, perché a volte sarò tentato di scrivere articoli che non hanno a che fare con nessuna delle rubriche. Quando succederà, finiranno qui. Se ne volete un esempio, potete leggere Alfred Tennyson a Camdem Town!

In Dispersi tra i versi e ne I mondi della narrativa invece vorrei alzare il livello. In che senso? Be’, da lettore ho sempre cercato su internet blog che mi parlassero di grandi autori. Blog in cui scoprire scrittori e poeti che ancora non conoscevo o imparare qualcosa di nuovo su romanzi e poesie che già amavo, sulle idee da cui avevano origine e sul loro valore letterario. Non le solite recensioni, insomma!
Ecco, vorrei che Dispersi tra i versi e I mondi della narrativa fossero due rubriche così! Mi piacerebbe essere allo stesso tempo lettore e studioso: raccontarvi di come io leggo le poesie e i romanzi che amo, di cosa penso vogliano dire e di dove credo si nasconda la loro bellezza; ma anche di quello che scopro studiando e che arricchisce la lettura, facendo una sorta di “divulgazione letteraria”.
Potrebbero diventare due punti di ritrovo per gli appassionati, i curiosi e, perché no, magari anche per gli autodidatti.

Infine, Cosa ci portiamo a casa? “Docere” e “delectare”, insegnare e intrattenere, sono le due funzioni che sono sempre state attribuite alla letteratura. Io, però, non credo che la letteratura sia solo questo. È una forma d’arte e, in quanto tale, custodisce anche una sua scintilla artistica, un “qualcosa in più” che è difficile da definire, ma che non si lascia ridurre alle categorie di “insegnamento”, “intrattenimento” e, forse, neanche a quella di “bellezza”. Per lo meno non del tutto.
Ma è pur vero che la letteratura insegna. D’altronde, è il migliore punto d’incontro tra filosofia, arte e intrattenimento. E tutti noi, almeno una volta, abbiamo imparato qualcosa sulla vita e su noi stessi da un libro. Bene, questa rubrica si ripromette di andare ad indagare proprio questo: che cosa possiamo imparare da un un romanzo, da un racconto o da una poesia? Che cosa possiamo portarci a casa, che cosa resta con noi anche dopo aver chiuso il libro?
A volte cercherò di estrarre le riflessioni dai libri che le contengono, altre invece userò il testo come pre-testo per parlare dei miei pensieri. Adolescenti in crisi esistenziale e overthinker, potete sentirvi a casa!